Un’avventura nella selvaggia isola di Gran Canaria, lungo uno dei Cammini di Santiago meno conosciuti al mondo: 73 km in 3 tappe, dalle dune dorate di Maspalomas fino alla chiesa di Santiago de los Caballeros a Gáldar. Attorno a questo cammino ne intrecceremo altri, per un’immersione totale nel cuore dell’isola.
Pochi lo sanno: Gran Canaria custodisce l’unico Cammino di Santiago che nasce fuori dall’Europa continentale. Un percorso antico che taglia l’isola da sud a nord, sale nel suo ventre vulcanico tra montagne che sfiorano il cielo, palme, pini e canyon di roccia, e ridiscende fino all’oceano. Lo percorreremo con il ritmo giusto, a passo lento, unendo il nostro respiro a quello dell’immensa Natura che ci circonderà.
E poi c’è la storia. Il cammino termina a Gáldar, dove la chiesa di Santiago sorge sul palazzo dei guanartemes, gli antichi re aborigeni dell’isola: un popolo di origine berbera che viveva nelle grotte scavate nei barrancos, molto prima delle mappe e dei conquistatori. Camminare qui è anche leggere questa storia, l’attenzione umana e antropologica è parte del viaggio quanto i paesaggi.
Sarà Riccardo ad accompagnarvi, che tornerà per la settima volta su quest’isola, tornando a casa ogni volta con qualcosa di nuovo.
Dormiremo quasi sempre in case rurali, le abitazioni tipiche dell’entroterra appoggiate sulle alte quote, lontane dal turismo di massa. Chiuderemo il viaggio con due notti ad Agaete, in una casa che già dal nome è tutto un programma, Casa Calma, dove per chi vorrà ci sarà anche la possibilità di lasciarsi andare a qualche lezione di yoga, prima di rimettere “i piedi nel mondo”.
Ci godremo il suono delle acque oceaniche andando a cercare le spiagge più selvagge e isolate della zona.
Perché viaggiamo per scoprire e per conoscere, mettendo al centro di ogni viaggio le persone:
le persone del luogo che visiteremo,
le persone che viaggiano con noi,
le persone che scopriremo d’essere dopo aver viaggiato.
Gran Canaria. Llegamos !
Impatto Human
Gran Canaria, per come la raccontano, è fatta di grandi resort e spiagge affollate. Noi ne cerchiamo un’altra: quella dell’interno, dove il turismo di massa non arriva e dove il valore di ogni passo resta.
L’impatto umano di questo viaggio sta prima di tutto in dove scegliamo di dormire, mangiare e spendere. Nelle case rurali dell’entroterra, tenute da famiglie che dell’ospitalità hanno fatto un mestiere e un modo di stare al mondo. Nella valle di Agaete, tra le famiglie che coltivano a mano l’unico caffè d’Europa, custodendo una tradizione tanto fragile quanto preziosa. Ogni notte, ogni pasto, ogni tazza di caffè è un piccolo gesto che tiene in vita la Gran Canaria che non finisce sulle cartoline.
Ma l’impatto è anche più intimo. Sta nel camminare insieme, piccolo gruppo lungo un pellegrinaggio antico: farsi forza a vicenda nella fatica, raccontarsi la sera con le gambe stanche, rallentare finché il ritmo dell’isola diventa il nostro. E sta nel camminare con memoria, senza dimenticare i canarii, il popolo che queste montagne le abitava molto prima di noi, e che l’isola non ha mai smesso di custodire.
Perché per noi viaggiare non è consumare un luogo, ma prendersene cura. L’essere umano è un viaggio.




