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Kirghizistan

Tra nomadi, yurte e vette leggendarie: un viaggio nel cuore dell’Asia centrale.

Data
Dal 03 al 16 agosto 2026
Durata
14 giorni / 13 notti
Prezzo
3490 euro (Volo Incluso)
Stato Viaggio
Confermato
Tour Leader
Daniele Fauni

Ci sono luoghi che sembrano esistere fuori dal tempo.
Il Kirghizistan è uno di questi: un intreccio di montagne titaniche e silenzi profondi, di antiche vie nomadi e di un’umanità autentica che accoglie con gesti semplici e veri.

Qui il trekking diventa un ritorno all’essenziale.
Si cammina tra valli smeraldo, dove il verde diventa luce, e tra rocce che cambiano colore, dal bianco luminoso al rosso intenso, mentre le cime innevate si stagliano come custodi di un mondo rimasto intatto.
Si dorme in yurte tradizionali accarezzate dal vento, ospiti di famiglie che vivono secondo ritmi ancestrali, e in campi tendati d’alta quota dove il cielo stellato sembra caderti addosso.

Giorno dopo giorno, passo dopo passo, il cammino apre spazio dentro di noi.
La mente si fa più leggera, il respiro si sincronizza con il paesaggio, e la fatica diventa conquista mentre ci spingeremo fino ai piedi del maestoso Lenin Peak, dove i grandi ghiacciai diventano orizzonti infiniti.

Un viaggio che non è solo movimento, ma trasformazione.
Un invito a riscoprire la meraviglia, la natura e un po’ anche noi stessi.

 

impatto human

Questo viaggio è un’immersione autentica nel cuore della cultura nomade kirghiza, un’esperienza di condivisione profonda con le persone del luogo che rendono queste terre così autentiche ed uniche.
Ogni giorno cammineremo fianco a fianco con le nostre guide kirghise, che non saranno per noi solo accompagnatori, ma veri compagni di avventura. Saranno loro, insieme ai portatori a cavallo, a trasportare e montare il nostro campo tendato, che si sposterà con noi notte dopo notte, rendendo il viaggio una vera spedizione itinerante.
Lungo il percorso avremo l’occasione di entrare in contatto con pastori nomadi in una valle remota, che ci accoglieranno nel loro accampamento e ci offriranno l’opportunità di cavalcare tra le loro terre, vivendo per un giorno la loro esistenza scandita dai ritmi della natura.
Uno dei momenti più emozionanti sarà poi la notte trascorsa in un autentico campo di iurte, creato da una delle nostre guide per accogliere viaggiatori come noi.
In questo villaggio isolato, fuori da ogni itinerario turistico, incontreremo la sua famiglia: un incontro denso di significato, un’esperienza che ci farà sentire esploratori di un mondo antico eppure così vivo, dove l’ospitalità è un valore sacro e ogni sorriso racconta una storia di resilienza e tradizione.
L’impatto umano di questo viaggio sarà fortissimo: non saremo semplici spettatori, ma parte attiva di una comunità in movimento, in un’esperienza che lascerà un segno profondo nel nostro cammino.

ITINERARIO COMPLETO - DAY BY DAY

Giorno 1 – Si parte: verso le montagne del grande silenzio

Giorno 1 – Si parte: verso le montagne del grande silenzio

È il giorno in cui tutto comincia: si chiudono le valigie, si spalanca il cuore e ci si lascia alle spalle ciò che è noto.
Un volo ci porterà verso l’Asia Centrale, terra di pastori nomadi, orizzonti infiniti e montagne senza tempo.
Nelle ore del viaggio inizierà a farsi strada l’immaginazione: il profumo delle steppe, il vento che corre libero e il senso di un’avventura che sta per prendere forma.
Quando l’aereo decollerà, inizierà anche il nostro sogno kirghiso.

Giorno 2 – Verso Nichkesay: il primo incontro con il cuore nomade

Giorno 2 – Verso Nichkesay: il primo incontro con il cuore nomade

Il nostro primo giorno su strada sarà un’immersione immediata nella grandiosità della natura kirghisa:
valli immense che sembrano non avere confini, passi di montagna che tolgono il fiato, pascoli sconfinati dove cavalli, yak e pecore disegnano il paesaggio come un antico affresco vivente.

La strada si snoda tra tornanti eleganti e silenzi profondi, mentre lo sguardo si abitua a distese di verde picchiettate di yurte bianche e alla calma dignità del popolo nomade.

Raggiungeremo infine Nichkesay, un piccolo villaggio ancora autentico, rimasto fuori dalle rotte del turismo e toccato per la prima volta da viaggiatori occidentali proprio grazie ai nostri primi gruppi.
Qui vive la famiglia di Myrzah, una delle nostre guide storiche, che ha trasformato la casa di famiglia e il terreno attorno in un piccolo yurta camp pronto ad accoglierci.

Saremo ospiti loro — e non è un dettaglio: è un incontro.
Una serata fatta di sorrisi, chiacchiere, tè caldo e storie di vita semplice.
Un primo assaggio della straordinaria ospitalità kirghisa.

E poi… la nostra prima notte in yurta, sotto un cielo che sembra più grande del mondo.

La nostra prima notte in Yurta.

Giorno 3 – Il potere del cammino: verso Taktalyk e il lago Kara Suu

Giorno 3 – Il potere del cammino: verso Taktalyk e il lago Kara Suu

(Trek 11 km, elevation gain +1157m, loss -919m)

Il cammino inizia davvero qui.
La lentezza dei passi che trovano il proprio ritmo, il respiro che diventa compagno di viaggio, le prime fatiche che si trasformano in bellezza conquistata.
Che tutto questo abbia inizio.

Raggiungeremo il villaggio di Taktalyk, dove incontreremo gli stallieri e i loro cavalli: saranno loro, giorno dopo giorno, a trasportare i nostri bagagli e parte delle nostre fatiche, presenza silenziosa e imprescindibile del nostro cammino.

Poi, passo dopo passo, saliremo fino a un valico a 2.900 metri, dove l’aria si farà più sottile e la vista abbraccerà orizzonti meravigliosi fino ad uno sguardo dall’alto a quel Lago che ospiterà il nostro primo camp.
Una morbida discesa ci condurrà fino alle rive del lago Kara Suu, uno specchio di smeraldo incastonato tra boschi e pendenze verdi, uno dei luoghi più accoglienti dell’intero trekking.

Qui monteremo il nostro campo tendato, culleremo la sera tra i riflessi dell’acqua e le ombre della foresta, e dormiremo non lontani dalla riva del lago, avvolti dal silenzio della natura.

Giorno 4 – Verso Kapka Tash, tra storia e montagne senza tempo

Giorno 4 – Verso Kapka Tash, tra storia e montagne senza tempo

(Trek 13 km, elevation gain +817m, loss -578m)

Ogni mattina ci sveglieremo un po’ più immersi in questa terra antica, dove si dice che anche Alessandro Magno abbia lasciato le sue orme. Un pensiero che accompagna il nostro respiro e rende ogni passo più carico di significato, come se il sentiero stesso fosse un ponte tra epoche lontane.

Oggi il cammino ci condurrà attraverso la valle che separa il lago Kara Suu dal lago Kapka Tash, un gioiello di montagna nascosto tra pendii scolpiti dal vento e silenzi profondi.
La salita è dolce ma costante, sufficientemente impegnativa da farci guadagnare la vista con lentezza, lasciando spazio allo stupore mentre i paesaggi cambiano, si aprono, si trasformano.

Arrivati al termine del Lago, allestiremo il nostro campo, in un luogo immacolato. Qui potremo concederci se lo vorremo anche un bagno nelle meravigliose acque limpide di questo specchio meraviglioso.

La cena e il pernottamento saranno in campo tendato, sotto uno dei cieli più limpidi dell’Asia Centrale, dove ogni stella sembra avvicinarsi un po’ di più.

Giorno 5 – Tra i laghi d’alta quota e l’abbraccio dei nomadi kirghisi

Giorno 5 – Tra i laghi d’alta quota e l’abbraccio dei nomadi kirghisi

(elevation gain +361m, loss -71m)

La giornata inizia con un trekking breve ma intenso: la salita, un po’ ripida, ci conduce fino all’inizio del lago Kapka Tash, dove il paesaggio si apre all’improvviso e regala una vista capace di zittire ogni pensiero. Da qui scenderemo nuovamente verso la riva del lago, camminando accanto alle sue acque turchesi che sembrano custodire il respiro delle montagne.

Raggiungeremo il nostro campo tendato verso l’ora di pranzo, accolti dall’incredibile quiete di questo angolo remoto.
Il pomeriggio sarà dedicato a uno degli incontri più autentici e preziosi di tutto il viaggio: quello con i pastori nomadi kirghisi, che vivono nelle loro yurte in armonia con la natura, muovendosi secondo il ritmo delle stagioni.

Saremo ospiti del loro accampamento, tra tazze di tè fumante, sorrisi sinceri e racconti di vita tra queste montagne.
Chi lo vorrà potrà anche concedersi una passeggiata a cavallo insieme a loro, un’emozione che profuma di libertà, in un paesaggio così vasto da togliere il fiato.

La serata si chiuderà in tenda, immersi nel silenzio puro delle montagne. Un’altra notte sotto un cielo che sembra non finire mai.

 

Giorno 6 — Belmonchok, il passo che guarda due mondi

Giorno 6 — Belmonchok, il passo che guarda due mondi

(Trek 13 km, elevation gain +958 m, loss –1017 m)

La mattina inizia con il passo lento che risveglia la valle, seguendo la sua linea fino ai piedi del grande protagonista della giornata: il passo Belmonchok, che svetta a 3186 metri.
Cammineremo immersi nel silenzio, avvolti da un panorama sempre più aperto respirando aria fine e libertà.

L’ascesa ci porterà sulla cima del Belmonchok: da qui lo sguardo abbraccia due valli che si spalancano ai lati della montagna, come due mondi separati solo da una linea di cielo.

Inizierà poi la lunga discesa nella spettacolare valle di Otuz Art, un luogo che sembra scolpito dal fuoco: montagne di rupi rosse, sabbia rossa, venature minerali e un calore insolito che attira qui numerosi apicoltori che probabilmente incontreremo lungo il tragitto, custodi di un miele dorato e profumatissimo.

Arriveremo in fondo valle, dove il fiume scorre lento tra pietre rosate: qui monteremo il nostro campo.
Cena e pernottamento in tenda, cullati dal suono dell’acqua.

Giorno 7 — La poesia della Valle Otuz Art

Giorno 7 — La poesia della Valle Otuz Art

(Trek 15–16 km, elevation gain +509 m, loss –1169 m)

Oggi ci aspetta una giornata dolce, un trekking morbido che ondula come un respiro: saliscendi continui, piccole colline, passi minori da valicare uno dopo l’altro.
Ed è proprio per questa sequenza infinita di “passi” che la valle prende il nome di Otuz Art, che significa “Trenta Passi”.

Cammineremo dentro una tavolozza naturale di rossi intensi, terra calda, antichi frutteti che punteggiano il paesaggio e piccoli accampamenti di pastori e apicoltori, custodi di tradizioni millenarie.
Qui il tempo sembrerà fermarsi: profumi di erbe selvatiche e cavalli che brucano in lontananza.

Il sentiero ci guiderà dolcemente verso il fondo valle, dove ancora una volta saremo accolti dal fiume e dalla quiete del nostro campo.
Cena e pernottamento in tenda, immersi in un altro angolo di Kirghizistan autentico.

Giorno 8 — Dalle valli rosse ai boschi di noci millenari

Giorno 8 — Dalle valli rosse ai boschi di noci millenari

(Trek 8 km, elevation gain +109 m, loss –460 m)

La valle ci saluta con una colazione semplice e fortificante, prima di iniziare la nostra discesa lungo il sentiero che segue il corso dell’acqua fino al punto in cui i fiumi si incontrano, mescolando colori e correnti.
Da qui il cammino riprende a salire con gentilezza verso il piccolo passo che ci condurrà alla vista delle prime case di Kyzyl Unkur, il villaggio che segnerà la fine ufficiale del nostro trekking.

Qui saluteremo gli stallieri e la nostra guida locale, compagni preziosi di viaggio in questi giorni di avventura.
A bordo del nostro mezzo ci sposteremo poi verso Arslanbob, un’ora di strada tra montagne che cambiano ancora volto. Pranzeremo con un picnic lungo il tragitto, immersi nel silenzio di un paesaggio che sembra dipinto.

Nel pomeriggio esploreremo il cuore di Arslanbob, una comunità vivace incastonata ai piedi delle montagne. Cammineremo nel suo leggendario bosco di noci, uno dei più grandi del mondo, un luogo sacro per molti popoli dell’Asia Centrale e da secoli fonte di vita, cibo e tradizioni.

La giornata si chiuderà in una family guesthouse, accolti dal calore delle famiglie locali: una cena casalinga, sorrisi semplici e storie condivise.
Ancora una volta, la magia kirghisa ci farà sentire a casa.

Giorno 9 — Verso Osh, la porta meridionale del Kirghizistan

Giorno 9 — Verso Osh, la porta meridionale del Kirghizistan

Dopo colazione saluteremo Arslanbob e i suoi boschi leggendari per iniziare il trasferimento verso Osh, la seconda città più grande del Paese e antico crocevia della Via della Seta, adagiata nella fertile valle di Fergana.

Il viaggio sarà un’immersione nella storia: lungo la strada visiteremo il suggestivo complesso di Uzgen, un mausoleo dell’XI secolo, uno dei simboli più preziosi dell’antico impero Karakhanide. Le sue torri in mattoni rossi, finemente scolpite, raccontano ancora oggi di una civiltà che fiorì in queste terre più di mille anni fa, lasciando una traccia indelebile nel patrimonio culturale del Centro Asia.

Proseguendo verso Osh, la sagoma poderosa della montagna sacra Suleiman Too inizierà ad apparire all’orizzonte. Da secoli questo massiccio roccioso è un luogo di pellegrinaggio, ritenuto un portale tra terra e spirito, e domina la città con un fascino solenne e intramontabile.

Arrivati in città ci sistemeremo nel nostro hotel confortevole, dove potremo riposarci, fare una doccia calda e goderci un po’ di relax dopo tanti giorni tra vallate remote, laghi alpini e campi tendati sotto le stelle.
In serata, cena in un ristorante locale, per assaporare i piatti tipici del sud del Kirghizistan.

Giorno 10 — Tulpar-Kol: alle porte del Lenin Peak

Giorno 10 — Tulpar-Kol: alle porte del Lenin Peak

Dopo colazione lasceremo Osh per un magnifico trasferimento lungo una strada di montagna che ci condurrà verso una delle zone più emblematiche del Pamir: l’area del Tulpar-Kol, una splendida conca lacustre ai piedi del massiccio del Lenin Peak (7.139 m).

Supereremo il panoramico Taldyk Pass (3.615 m), dove l’aria si fa più tersa e la vista si apre su un mondo fatto di cime bianche e vallate senza fine. Man mano che avanzeremo, il profilo del Lenin Peak comincerà ad apparire all’orizzonte, imponente e maestoso.

Nel pomeriggio raggiungeremo il campo tendato/yurta di Tulpar-Kol, situato nei pressi dei celebri laghi alpini: qui il paesaggio è semplicemente surreale, fatto di specchi d’acqua turchesi incastonati tra pascoli d’alta quota, ghiacciai che brillano in lontananza e un silenzio immenso che sembra sospendere il tempo.

Dopo l’arrivo, e se i tempi ce lo permetteranno, ci concederemo un breve trekking attorno ai laghi di Tulpar-Kol, un circuito facile ma incredibilmente suggestivo che permette di ammirare da vicino la perfezione di questo anfiteatro naturale.

Cena e pernottamento nel camp, circondati da un paesaggio che, al tramonto, sembra uscito da un sogno: il Lenin Peak che si tinge di rosa, i riflessi d’oro sull’acqua, il cielo che si apre su una notte limpida e stellata.

Giorno 11 — Putishestvenikov Pass: ai piedi del gigante del Pamir

Giorno 11 — Putishestvenikov Pass: ai piedi del gigante del Pamir

Lenin Peak Base Camp Trek
(Trek ca. 6 ore a/r, dislivello positivo +600 m)

Dalle rive tranquille dei laghi di Tulpar-Kol inizieremo la risalita verso il Base Camp del Lenin Peak (circa 3.600 m), porta d’accesso a una delle montagne più iconiche dell’Asia Centrale. Qui il paesaggio cambia rapidamente: i prati lasciano spazio a morene, ghiacciai e infinite distese d’alta quota.

Una volta arrivati al campo, proseguiremo con un’escursione che ci condurrà verso il cuore del Pamir kirghiso, fino a raggiungere il Passo Putishestvenikov a 4.128 m. La salita sarà impegnativa ma ripagata dalla potenza degli scenari circostanti: seracchi imponenti, pareti verticali e il profilo innevato del Lenin Peak che domina l’intero orizzonte.

In questo ambiente grandioso ci si sente al tempo stesso protetti e minuscoli, avvolti dalla bellezza aspra dell’alta quota. Dopo una sosta panoramica al passo, ritorneremo al campo attraverso lo stesso sentiero.

Cena e pernottamento in campo tendato/yurta, sotto un cielo limpido dove, nelle notti serene, la Via Lattea appare sorprendentemente vicina.

Giorno 12 — Il ritorno verso la valle

Giorno 12 — Il ritorno verso la valle

Lenin Peak Base Camp – Osh – Bishkek

Con nel cuore l’immensità dell’esperienza vissuta sulle pendici del Pamir, saluteremo il campo ai piedi del Lenin Peak e inizieremo il nostro rientro. La strada scende lenta tra vallate ampie e luminose, attraversando la valle di Josholu, dove i paesaggi montani cedono gradualmente il passo a scenari più dolci.

Rientreremo a Osh, sfiorando ancora una volta la sua atmosfera vivace e il legame profondo che la città custodisce con la storia della Via della Seta. Da qui, in serata, prenderemo il volo per Bishkek, lasciandoci alle spalle le montagne ma portando con noi la loro silenziosa grandezza.

Giorno 13 — Bishkek. La capitale Kirghiza

Giorno 13 — Bishkek. La capitale Kirghiza

Bishkek, capitale dell’antica Kirghizia, culla di imperi ed antiche civiltà. Una città che sorprende: tra le sue vie si mescolano il profumo degli antichi fasti e il prorompente slancio verso la modernità.
Qui la tradizione non si perde: rimane viva ad ogni angolo, nelle strade animate, nei mercati colorati, nei volti curiosi e sorridenti delle persone che la abitano.

Una giornata per respirare la sua energia, lasciarsi avvolgere dalla storia e assaporare l’anima autentica di questa città così diversa dal resto del Paese, eppure profondamente intrecciata alla sua identità nomade.

Giorno 14 — Rientro in Italia

Giorno 14 — Rientro in Italia

Partenza nella notte, quando la città ancora dorme e le strade sono avvolte da un silenzio quasi sospeso.
Con negli occhi le montagne, nelle gambe il cammino e nel cuore tutto ciò che questo viaggio ci ha regalato, ci imbarcheremo sul volo di rientro verso l’Italia.

Il ritorno a casa segnerà la fine del percorso… e l’inizio dei ricordi.

*** Vogliamo divertirci e vivere al meglio questa splendida terra, pertanto il programma potrà subire delle variazioni in base alle necessità condivise dal gruppo o per la sicurezza dei partecipanti a discrezione dell’organizzatore ***

*** Per questo viaggio è richiesta una buona capacità di adattamento ed una buona condizione fisica ***

Info Tecniche

Il grado del trekking è considerato medio.
Non ci sono particolari problemi di acclimatamento. In un’unica giornata si salirà sopra i 4000m dopo tanti giorni di trekking in quota e quindi si arriverà ben acclimatati.
Questo tour è consigliato a persone con buone condizioni fisiche.
Tempo di percorrenza durante i giorni: circa 6-7 ore al giorno.
La maggior parte del programma del tour segue le rotte dei pastori.
I dislivelli delle singole giornate di trekking sono evidenziati nel programma.
La maggior parte dei giorni di trekking sono a più di 1500 m sul livello del mare.
La temperatura media è di circa 20-25°C al giorno.
Durante la notte potrebbe fare freddo e a volte la temperatura potrebbe essere di 0°C (Lenin Peak Base Camp).
Le sistemazioni sono specificate nel programma giorno per giorno.
Durante le giornate di trekking (3-8) in accompagnamento ci saranno cavalli per il trasporto bagagli.

Quota Viaggio

3490€ (Volo Incluso)

Quota soggetta a possibili variazioni dovute al volo internazionale dopo il 31/12/2025

> Organizzazione Tecnica: Icamtravel Sports & Events _ Riccione<

La Quota Comprende

✓ Volo Intercontinentale A/R
✓ Tutti i pernotti (hotel / guest house / yurte o campi tendati _ come da programma)
✓ Transfer da/per aeroporto
✓ Tutti i transfer interni
✓ Noleggio tende / stuoini
✓ Noleggio cucina e utensili da campo
✓ Cavalli per trasporto bagagli (trek day 2 – 8)
✓ Guida turistica parlante inglese certificata dal ministero del turismo Kirghiso
✓ Volo Interno Osh -Bishkek
✓ Nr 1 guida ambientale e accompagnatore turistico in accompagnamento dall’Italia
✓ Nr 1 Fotografo al seguito
✓ Reportage fotografico del viaggio
✓ Colazioni
✓ Pranzi
✓ Cene
✓ Cuoco al seguito
✓ Stallieri al seguito
✓ Acqua ai pasti
✓ Ingressi ai musei (ove previsti, no Bishkek)
✓ Carburante ed eventuali pedaggi/parcheggi
✓ Tutte le Spese in Italia ed in Viaggio del Tour Leader in accompagnamento
> Organizzazione Tecnica: Icamtravel Sports & Events _ Riccione<

La Quota NON Comprende

✗ Assicurazione Medico Bagaglio Annullamento (obbligatoria)
✗ Mance per guide e portatori
✗ Tutto quanto non menzionato ne “la quota comprende”

Richiedi info e parti con noi









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