Sulla rompighiaccio verso l’insediamento Russo di Barentsburg
Il rumore sordo del ghiaccio che si spezza sotto lo scafo ha qualcosa di ipnotico e solenne. Stiamo navigando a bordo di una nave rompighiaccio nel meraviglioso Billefjorden, tra lastroni che si aprono lentamente al nostro passaggio.
Intorno, il silenzio è interrotto solo dal respiro dell’Artico e, con un po’ di fortuna, potremo scorgere foche e trichechi che emergono dal ghiaccio, o persino un orso polare che si muove in lontananza.
Se le condizioni meteo lo permetteranno, approderemo a Barentsburg, il secondo insediamento umano delle Svalbard: un avamposto russo dove la vita scorre lenta tra i segni di un passato sovietico ancora visibile.
Il busto di Lenin si erge silenzioso di fronte al Gronfjorden, simbolo di una storia che sopravvive tra i palazzi rigidi e colorati, la centrale elettrica a carbone, la scuola, l’ospedale e perfino un piccolo pub.
Nel pomeriggio rientreremo a Longyearbyen, con la sensazione di aver visitato un luogo sospeso tra sogno e realtà. Forse, ci chiederemo ancora se questo paese di ghiaccio esista davvero o se sia stato soltanto un miraggio del Nord.




